Quest'opera, intitolata semplicemente "Avgvstvs" (rigorosamente con la V), è un'omaggio all'omonimo imperatore pronipote di Giulio Cesare, primo di Roma e autoproclamatosi tale nel 23 a.C., diciassette anni dopo l'assassinio del prozio.
Augusto, nato Caio Ottavio e Ottaviano dopo la formale adozione, calpesta l'Europa quasi come un presagio del suo futuro dominio che farà di lui uno degli imperatori più gloriosi di cui la storia romana abbia memoria. Accanto il fascio littorio piantato su Roma, simbolo del potere prima magisteriale e successivamente imperiale.
E, sempre come un benevoso augurio di una vita fatta di lustri e conquiste, la figura d Cesare si staglia nel cielo stellato insieme a quella della lupa da cui ebbe inizio, secondo la leggenda, il mito di una delle più grandi civiltà e potenze militari del mondo.
Qualcuno ha detto che "il sangue degli eroi è più caro agli Dei dell'inchiostro dei sapienti e delle preghiere dei devoti" e mai come oggi queste parole risuonano stantie,obsolete e ridicole,perfino. Ma mai come oggi il mondo occidentale richiede un nuovo Augusto che sappia prenderlo per la gola, con la tenerezza, l'amore e la crudeltà fecer Roma e che fanno l'Uomo.

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