mercoledì 2 febbraio 2011


Cristo, da quanto non aggiornavo. Non riesco ad avere la costanza di seguire un blog.
Ma veniamo a noi...
VALHALLA

Uno dei classici lavori che "ma che troiaio sto facendo?", "mmmhh...carino", "si, mi piace".

Iniziato male, svogliatamente e senza interesse per finire ad esserne piacevolmente soddisfatto.



Ho cercato di dare un'immagine di Odino, dio degli dei nella mitologia norrena, differente da quella conosciuta univocamente: non il signore della guerra, non il guerriero armato di tutto punto seduto pesantemente sul trono o sfrecciante sul suo cavallo. Invece un vecchio, un uomo stanco, quasi un padre che guarda amorevolmente il creato, quasi fosse un anziano che al finire della sua vita fissa ciò che lascierà ai posteri sperando che essi ne facciano buon uso.

lunedì 13 settembre 2010

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Misure: 50cm x 70cm. Acrilico



Quest'opera,da me inizialmente "snobbata",è risultata,invece,piuttosto gradita a un po' di persone. Funziona sempre così,quello che non ti piace piace agli altri e viceversa.

Ho voluto,in primo luogo,rappresentare un tema letterario già ripreso da altri pittori nel corso della storia,quello di Ofelia morente nell' "Amleto" di Shakespeare.
Come si sa,la morte di Ofelia è avvenuta per suicidio nelle acque del lago. Ma la visione che ho cercato di dare è differente.
Non più un'Ofelia impazzita e sconvolta a causa degli eventi ma una creatura cosciente di ,lo sguardo dolce ma sicuro nella sua impassibilità. Una creatura nuda,priva di ogni traccia di civilizzazione,che rinasce dalla stessa acqua nella quale l'Ofelia shakespeariana ha trovato la morte.

E il teschio ai piedi di lei non è più quello del buffone Yorick,memento mori della vicenda,ma diviene una morte quasi retaggio di stessa,una morte incoronata,regina decaduta grazie alla rinascita dall'acqua della creatura fatta forse ella stessa d'acqua.
L'acqua,quindi,come simbolo di fertile rinascita nella saggezza e sapienza. Perché come ricorda anche Gesù "nell'acqua si deve rinascere e non solo nello Spirito". Così come il Battista battezzava le persone nel fiume,così...così niente,non sono un prete.
Solo che il volto che sovrasta la figura (forse non più Ofelia ma una figura divinizzata,un'archetipo femminile come principio stesso di donna,una Sophia) diventa non quello del fantasma del padre dell'Amleto ma quello di dio. Un dio in minuscolo,un divino casuale al di là di ogni concetto religioso,un divino agnostico che muove gli eventi con la sola esistenza,come fa il fantasma del padre nella tragedia di Shakespeare.




mercoledì 1 settembre 2010

A V G V S T V S



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Misure: 50 x 70 cm. Acrilico.

Quest'opera, intitolata semplicemente "Avgvstvs" (rigorosamente con la V), è un'omaggio all'omonimo imperatore pronipote di Giulio Cesare, primo di Roma e autoproclamatosi tale nel 23 a.C., diciassette anni dopo l'assassinio del prozio.

Augusto, nato Caio Ottavio e Ottaviano dopo la formale adozione, calpesta l'Europa quasi come un presagio del suo futuro dominio che farà di lui uno degli imperatori più gloriosi di cui la storia romana abbia memoria. Accanto il fascio littorio piantato su Roma, simbolo del potere prima magisteriale e successivamente imperiale.

E, sempre come un benevoso augurio di una vita fatta di lustri e conquiste, la figura d Cesare si staglia nel cielo stellato insieme a quella della lupa da cui ebbe inizio, secondo la leggenda, il mito di una delle più grandi civiltà e potenze militari del mondo.

Qualcuno ha detto che "il sangue degli eroi è più caro agli Dei dell'inchiostro dei sapienti e delle preghiere dei devoti" e mai come oggi queste parole risuonano stantie,obsolete e ridicole,perfino. Ma mai come oggi il mondo occidentale richiede un nuovo Augusto che sappia prenderlo per la gola, con la tenerezza, l'amore e la crudeltà fecer Roma e che fanno l'Uomo.


lunedì 9 agosto 2010

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Acrilico. Misure: 50 x 70 cm

Un omaggio al film "Once were warriors", che ritengo un autentico capolavoro. Un film graffiante,nudo e crudo e che non risparmia niente allo spettatore, un film nobile e fiero nella sua interiorità come il popolo Maori, un film che che è l'essenza stessa del mio dipingere

Un omaggio come un'opera che vive in modo del tutto proprio: una volta erano guerrieri, si, ma adesso non resta a loro altro che la periferia degradata delle città colonizzate dai fieri conquistatori bianchi.

E il moko e i kirituhi diventano tatuaggi da spiaggia, la Ka Mate diventa un grido sportivo sui campi di rugby.

Tuttavia forse la famiglia può sopravvivere sia alla corruzione tecnologica occidentale quanto al conseguente disfacimento morale. Perchè in famiglia si è al sicuro, come la tartaruga che cammina tranquilla lontano dall'ombra dei palazzi è al sicuro nel suo guscio.

Forse ci potrà pur essere un giorno una qualche rinascita spirituale della moderna e depravata civiltà, come ci testimonia l'aquila che, splendente, irradia di luce i corpi dei protagonisti, mentre uno di essi ci ricorda, scrivendolo sulla terra, che una volta erano guerrieri.

giovedì 5 agosto 2010

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Acrilico. Misure: 50 x 70 cm

Questa è un'opera a cui sono particolarmente affezionato.
Rappresenta Cleopatra,ultima vera regina d'Egitto,sul letto di morte dopo il disperato suicidio di Marco Antonio a causa dell'invasione di Alessadria delle truppe di Ottaviano,non ancora Augusto.
Non c'è il famoso aspide,non c'è sofferenza. Quel che ho voluto rappresentare è la speranza sul suo volto,la speranza di rivedere l'amato Giulio Cesare ritratto nel busto di marmo a cui è rivolto lo sguardo. Quel Cesare non condottiero,non conquistatore delle Gallie,non dictator di Roma ma semplicemente quel Cesare da lei tanto amato,forse più di Antonio. Quel Cesare che lei ha certezza di rivedere in un qualche aldilà,come un'amata che si ricongiunge al suo caro.
Un'atmosfera onirica e surreale la fa da padrona,come se la vicenda rappresentata si svolgesse in un senzatempo e in un nessunluogo. Ottaviano sta per sottomettere definitivamente l'Egitto,il tempo splendente dei faraoni è ormai un ricordo decadente. Tutto ciò non è importante e si svolge in un'altra dimensione. In questa solo il ritrovato amore dell'ultima splendente regina d'Egitto per il suo amato.

domenica 25 luglio 2010



Ciao a tutti.
Inizio piuttosto banale,quando l'originalità dovrebbe essere una delle prime doti per un pittore.
Del resto mi è difficile pensare alle 2 e 20 del mattino,mentre per l'ennesima volta gira il dvd di Predator nel lettore e il gallo canta fuori dalla finestra incurante della mia mano sempre più tesa verso il fucile.
Non sono mai riuscito a seguire con costanza un blog e probabilmente anche questo verrà calato nella nuda e fredda terra entro poco tempo.
O forse no,magari verrà cremato.
O forse sopravviverà,vedremo.
Ma mi sembra giusto non perdere ulteriore tempo in discorsi poco interessanti e passare quindi a discorsi ancor meno interessanti.
Questo blog è,almeno nella mia iniziale idea,una piccola vetrina virtuale sui miei lavori di pittura e illustrazione,nonchè sugli eventi artistici che mi vedono partecipante. Se a qualcuno interessa...
La mia produzione è volta principalmente alla rappresentazione storica e mitologica,sempre intrisa di un certo surrealismo,delle vicende eroiche proprie della nostra bella terra. Ma più in generale ciò che mi interessa rappresentare è la radice arcaica,una delle tante che ha fatto crescere un'altra radice su di sè e un'altra ancora,fino a quella odierna che getta le basi per altre e altre nuove.
Un susseguirsi di anni e secoli collegato da una linea temporale di cui non si può non tenere conto.
Ed è questa la sottile linea rossa,che non è poi così sottile,che insieme il mio operato. Qualcosa che cerca di andare al di là della sola rappresentazione storica per incontrare il surrealismo del concetto,il coinvolgimento emotivo dei personaggi che vivono l'immagine ancor prima di chi la guarda.
E se magari anche una sola persona si sentirà abbastanza emotivamente coinvolta da una mia opera tanto da sentir quella piccola cellula -quella che racchiude l'identità di popolo e l'amor patrio- dire "ehi,io sono viva!" vorrà dire che potrò essere soddisfatto del mio tempo perso su tele e colori.

Perchè è un po’ triste vedere l’unità nazionale solo durante i mondiali e i terremoti.






Detto ciò...buonanotte.