Un omaggio al film "Once were warriors", che ritengo un autentico capolavoro. Un film graffiante,nudo e crudo e che non risparmia niente allo spettatore, un film nobile e fiero nella sua interiorità come il popolo Maori, un film che che è l'essenza stessa del mio dipingere
Un omaggio come un'opera che vive in modo del tutto proprio: una volta erano guerrieri, si, ma adesso non resta a loro altro che la periferia degradata delle città colonizzate dai fieri conquistatori bianchi.
E il moko e i kirituhi diventano tatuaggi da spiaggia, la Ka Mate diventa un grido sportivo sui campi di rugby.
Tuttavia forse la famiglia può sopravvivere sia alla corruzione tecnologica occidentale quanto al conseguente disfacimento morale. Perchè in famiglia si è al sicuro, come la tartaruga che cammina tranquilla lontano dall'ombra dei palazzi è al sicuro nel suo guscio.
Forse ci potrà pur essere un giorno una qualche rinascita spirituale della moderna e depravata civiltà, come ci testimonia l'aquila che, splendente, irradia di luce i corpi dei protagonisti, mentre uno di essi ci ricorda, scrivendolo sulla terra, che una volta erano guerrieri.

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